Vini speciali

Ogni occasione speciale, merita un vino altrettanto particolare, ma forse è anche vero che un vino speciale rende unico ogni momento...

Quando vogliamo sorprendere chi amiamo, quando vogliamo festeggiare un avvenimento importante o quando semplicemente vogliamo rilassarci da soli o in compagnia, la scelta di un vino particolare può fare la differenza. Perché lasciare al caso la scelta di questa bevanda così conviviale? Quale importanza si nasconde nella scelta di un vino speciale?

Vini speciali per sorprendere in ogni occasione

Al vino é legata un'emozione, quella che vogliamo trasmettere o condividere. Dobbiamo quindi sintonizzarci sui gusti della persona che vogliamo sorprendere, oppure cercare di accontentare il palato della maggior parte dei nostri ospiti, senza dimenticare di creare un perfetto connubio col cibo che serviremo. Sembra difficile vero?

Ed invece per scegliere un vino esclusivo, che renda indimenticabile la nostra serata speciale, basta affidarsi alla nostra speciale selezione, fatta di vini non convenzionali, artigianali, biologici ed in una parola autentici, ma soprattutto basta affidarsi al proprio istinto ed una volta letto la storia speciale di dedizione e passione che c'è dietro ad ogni cantina, ad ogni viticoltore, che abbiamo scelto per voi, saprete che quelle stesse emozioni le ritroverete ad ogni sorso.

Proprio perché vogliamo che ogni volta che stappate un vino scelto dalla nostra speciale selezione, la vostra serata sia speciale ed indimenticabile, scegliamo le nostre cantine soltanto se la loro storia ci appassiona, se l'aria che respiriamo quando le visitiamo ci rigenera, se il vino che beviamo ci entra nel cuore.

Le caratteristiche che rendono un vino davvero speciale... oltre i tecnicismi

Oltre agli aspetti tecnici che sono certamente da non trascurare, infatti, quello che rende un vino davvero speciale é la sua storia. La storia della sua terra, la storia di chi la coltiva cercando di rispettarla il più possibile lasciando che le uve diano in maniera naturale ed armoniosa il meglio di è. E' questo che dona al vino la capacità di trasmettere un'emozione a chi lo beve, è questo che rende l'esperienza della degustazione di un vino un evento indimenticabile, una cosa completamente diversa dal semplice consumo di una bottiglia di vino.

I vini speciali ...dal nostro punto di vista

Quando si parla di vini speciali vengono subito alla mente i grandi vini blasonati della nostra viticoltura, come il Barolo, il Barbera, l'Amarone, il Sassicaia, il Brunello di Montalcino, tutti indiscutibilmente ottimi vini ma che molto spesso ci sembrano irraggiungibili in quanto a budget e a possibilità di abbinamento. In realtà secondo noi, il vino speciale é quello che più si adatta all'occasione che dobbiamo festeggiare, quello che più ci ricorda il momento meraviglioso che vogliamo rivivere, quello che riuscirà ad illuminare gli occhi della persona che amiamo perché magari si abbina perfettamente al suo piatto preferito. Un vino speciale secondo noi, è quello che in un primo appuntamento ci aiuta a sciogliere il ghiaccio perché ha una storia da raccontare che possiamo condividere mentre lo versiamo, è quello che è così speciale che se è la prima volta che cuciniamo per lei o per lui ci aiuta a far dimenticare che l'arrosto era poco più di un esperimento...!

Un vino speciale è quello che fa viaggiare la mente, coi suoi sentori e con i ricordi che risveglia, che ti riporta in posti meravigliosi in cui avevi dimenticato di essere stato, è quello che ti fa visitare nuovi luoghi, facendoti scoprire nuovi sapori ed intriganti essenze. Un vino è speciale se è un valore aggiunto per te! Non dobbiamo dimenticare però, che una scelta per essere consapevole deve essere fatta informandosi correttamente, ed occorre precisare che da un punto di vista strettamente tecnico e normativo in Italia i vini speciali sono disciplinati dalla legge... e così definiti:

I vini speciali italiani: definizione e legislazione

Per definizione, secondo la legislazione italiana, i vini speciali sono quelli che si ottengono attraverso specifici processi di lavorazione che prevedono, dopo la vinificazione, altri interventi tecnici prima di essere distribuiti per poter essere consumati. Le loro caratteristiche principali sono quelle di avere un'elevata gradazione alcolica o un alto contenuto di zuccheri oppure di essere stati sottoposti a spumantizzazione. Questa categoria di vini ne comprende una vasta varietà, ma fondamentalmente possiamo distinguerne tra principali tipologie: gli spumanti, i vini liquorosi, i vini aromatizzati.

Lo spumante: vino speciale per definizione

Per quanto riguarda gli spumanti, si distingue principalmente tra quelli naturali in riferimento ai quali si parla sempre di prodotti di qualità, in cui l'anidride carbonica si è formata naturalmente per rifermentazione, e quelli artificiali, dove l'anidride carbonica è solo addizionata attraverso l'uso di saturatori che creano il vuoto e poi insufflano anidride carbonica nei serbatoi. Per ottenere uno spumante naturale si utilizzano sostanzialmente 2 metodi:

    • - Il metodo Classico
    • - Il metodo Martinotti (detto anche Charmat)

I Vitigni: a ciascuno il suo. Nel caso del metodo classico la rifermentazione del vino base avviene in bottiglia. I vitigni tradizionalmente più adatti per ottenere un vino base per questo procedimento sono principalmente, Chardonnay, pinot nero, pinot grigio e pinot bianco, nella sola zona dello Champagne francese abbiamo anche il pinot meunier.

Invece dal momento che il Metodo Martinotti detto anche Charmat è utilizzato per ottenere principalmente spumanti dolci, perché riesce a conservare le caratteristiche aromatiche e fruttate tipiche dei vitigni che si utilizzano per produrli, si scelgono solitamente dei vitigni aromatici. Tuttavia ci sono anche apprezzabili risultati nella produzione di spumanti secchi con l’utilizzo di vitigni tipicamente impiegati per il Metodo Classico. I vitigni principalmente utilizzati restano comunque, quelli aromatici: moscato bianco, moscato giallo, malvasie, glera, brachetto.

Il vino base per il metodo Classico: il vino base può essere ottenuto anche attraverso assemblaggi di vari vini, anche di annate precedenti di particolare qualità e pregio, in questo caso si parla di cuvée. Se la cuvée è ottenuta da vini provenienti da un’annata particolarmente favorevole, si parla di spumante millesimato e l’annata sarà quindi indicata in bottiglia.

Scopri le fasi di spumantizazione leggendo gli approfondimenti nel blog:

  1. le fasi di spumantizzazione per il Metodo Classico
  2. il procedimento di spumantizzazione per il metodo Martinotti

Vini liquorosi, vini speciali per definizione

I vini liquorosi che fanno parte della categoria vini speciali, vengono prodotti da un vino base che presenta un titolo alcolometrico naturale di almeno 12% al quale si possono aggiungere alcol etilico, mosto concentrato o cotto, acquavite, mistella per aumentarne il titolo alcolometrico. L’alcol svolto deve sempre essere ricompreso tra il 15% ed il 22%, almeno il 18% per i vini secchi o dry. La concentrazione zuccherina è generalmente alta, deve essere almeno di 50 g/l mentre per i vini secchi o dry non deve superare i 40 g/l. La mistella è una combinazione infermentescibile di mosto ed alcol etilico oppure acquavite con titolo alcolometrico dai 16° ai 22°.

I vini liquorosi più famosi sono il Marsala, e lo Sherry che si ottengono addizionando il vino base di alcol più mosto cotto, oppure mistella o acquavite; Il Madeira, ed il Porto (Jerez/Xeres), con mosto + alcol.

Porto

Il PORTO è il più famoso e diffuso vino liquoroso conciato. Il Porto nasce nella valle del Douro (un fiume che nasce in Spagna col nome Duero), una zona nell'interno della città di Porto con presenza di vallate molto scoscese, dove ci sono forti escursioni termiche che danno carattere e concentrazione zuccherina alle uve, ma lasciano inalterato il patrimonio acido (una buona presenza di acido fa da inibitore alla fermentazione). Si produce con una quindicina di varietà di uve, tutte rigorosamente Autoctone portoghesi e la principale è la TOURIGA NACIONAL. Il Porto è un vino speciale, arricchito, dal grado alcolico elevato. Durante la vinificazione si arricchisce il mosto per aumentare il grado alcolico aggiungendo il più delle volte del brandy dai 13°-15° naturali si arriva fino a 18°-20° tipici del Porto.

Ci sono vari tipi di PORTO, le tipologie più commerciali sono blended, cioè ottenute con uve di diverse annate.

  • Il Porto RUBY è il prodotto base dal colore rubino chiaro molto trasparente, non di grande struttura e piuttosto facile da bere. E' un vino di solito invecchiato 4 o 5 anni in legno con uve non particolarmente selezionate, è sempre un blend di varie annate.
  • Salendo di livello troviamo il Porto TAWNY, con un invecchiamento di norma un po' superiore, dai 4 ai 6 anni in botte, frutto di uve un po' più selezionate e soprattutto più concentrate che danno un corpo di solito più importante ed interessante.
  • Il Porto VINTAGE è la punta di diamante di questo vino liquoroso ed è particolarmente prestigioso perché è fatto con uve millesimate, cioè di una sola vendemmia, ma solo nelle grandi annate che devono essere indicate in etichetta. Riposa almeno un paio d’anni in botte e resta in bottiglia anche 20 o 30 anni. Il LATE BOTTLED VINTAGE (LBV) è un vino di una determinata annata ma non dichiarata Vintage ed è imbottigliato più tardi, anziché 2 anni di invecchiamento in legno ne subisce da 4 a 6.

Gli abbinamenti possibili con il Porto sono molto variegati e particolari: le versioni più mature infatti si sposano perfettamente con formaggi erborinati e stagionati, mentre per il porto rosso le versioni più giovani sono generalmente utilizzate per le preparazioni culinarie a base di carne, infine il Porto bianco che è più delicato può essere gustato come aperitivo se secco, mentre nella versione dolce può essere abbinato a pasticcini e biscotti secchi.

Marsala

IL MARSALA - Il Marsala è una DOC prodotta in provincia di Trapani, le uve utilizzate per ottenerlo sono grillo, catarratto, inzolia e damaschino per la versione Ambra ed Oro, invece pignatello, perricone, nero d'avola e nerello mascalese per la versione Rubino. Una volta ottenuto il vino base da vinificazione in bianco per le versioni Ambra ed oro, mentre vinificazione in rosso per il Rubino, questi viene addizionato di mosto cotto ed alcol etilico di origine vitivinicola, mistella ed acquavite. Nel caso specifico di MARSALA VERGINE invece non posso essere aggiunti nè mistella nè mostoo concentrato o cotto. La parte fondamentale è l'invecchiamento: il vino una volta addizionato viene posto in botti di rovere o ciliegio da 300/400 l colme solo per 2/3 di modo che si possano favorire i necessari processi ossidativi che renderanno unici profumo, colore e sapore senza però subire alcuna alterazione, grazie all'elevato grado alcolico. Il processo di maturazione in botte si chiama Soleras, che consiste nel disporre le botti a caduta in maniera che si esegua il travaso di 1/3 del vino da quella superiore alle due sottostanti. Ogni botte contiene vino di diverse annate per arricchire il prodotto finale di aromi e profumi pregiati.

Madeira

Il nome Madeira deriva dall'omonima isola a largo delle coste portoghesi. La carateeristica tipica di questo vino è che viene sottoposto al riscaldamento per almeno tre mesi a 40°- 50° in acciao oppure in botti in ambienti riscaldati note come estufas. Questo procedimento conferisce al vino speciale Madeira il tipo aroma dolce-amaro di caramello. Il miglior Madeira è millesimato. In ordine crescente di qualità si ha questa classificazione: SERCIAL, VERDELHO, BUAL (meno dolce, fumé), MALMSEY (dolce, ambra scuro).

Sherry

Lo SHERRY (o JEREZ o XERES) prodotto nella zona di Jerrz della Fronteira in Andalusia da vitigni come paolomino de jerez, pedro ximenez e moscadel. Tratutti spicca il palomino sulle cui bucce si formano lieviti che in fase di fermentazione sono in gradoo di formare il “flor” una sortadi mantello che si forma in superficie che serve a proteggere il vino dall’ossidazione. Il flor regge fino a che l’alcol non raggiunge i 15° gradi dando uno sheryy di ciolore chiaro e profumo delicato, dopo tale soglia il flor si rompe e l’invecchiamento diventa ossidativo i colori diventano più bruni e i profumi molto variegati. Il vino di Jerez, lo Sherry, può avere varie denominazioni che indicano semplicemente una diversità e non sono una classificazione di qualità:

• FINO, elegante nei profumi ed è un vino secco e fresco da bere giovane;

• AMONTILLADO, così chiamato perché le uve vengono tratte da una piccola zona chiamata Montilla, uno sherry più morbido e potente prodotto anche in versione meno secca, un po' abboccata;

• MANZANILLA, secco, delicato dalla grande sapidità;

• OLOROSO, prodotto senza sviluppo di flor, è un prodotto spesso e volentieri particolarmente pregiato dai profumi molto intensi. I migliori sono quelli secchi;

• PALO CORTADO, ormai raro, normalmente rappresenta la riserva che le case si scelgono con le migliori uve spesso anche surmaturate.

Vini aromatizzati, vini speciali per definizione

I vini aromatizzati sono quei vini speciali ottenuti in prevalenza da un vino base di gradazione alcolica non inferiore ai 10° addizionato di alcol etilico o acquavite e di saccarosio (principale componente dello zucchero da tavola), nonché di estratti o infusi di erbe e spezie (principalmente amare o aromatiche) tali da conferire al prodotto particolari odori e sapori estranei al vino. L'aromatizzazione dei vini è un procedimento molto antico e molto delicato, nato con lo scopo sia di facilitare la conservazione dei vini, sia di migliorarne il sapore o di adattare il gusto del vino ai gusti dell'epoca.

Tra i vini aromatizzati più conosciuti ricordiamo:

  • Il Vermut, che è ottenuto aggiungendo ad un vino bianco dell'Assenzio maggiore (nome scientifico Artemisia absinthium L.) una pianta della famiglia delle Compositae
  • il Barolo chinato, che è ottenuto aggiungendo al vino Barolo della corteccia di China calissaia e di altre piante officinali